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Opposizione all'espulsione: cosa fare subito se ricevi un decreto

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Opposizione all'espulsione: cosa fare subito se ricevi un decreto

Hai ricevuto un decreto di espulsione? I tempi per opporsi sono brevissimi. Ecco i tipi di espulsione, cosa fare immediatamente, i tuoi diritti, le categorie protette e come difenderti.

Un decreto di espulsione si può impugnare, ma i tempi per farlo sono molto brevi: a volte pochi giorni. La cosa più importante, se ricevi un provvedimento, è non perdere tempo e rivolgerti immediatamente a chi può analizzare il decreto e attivare la difesa. Agire subito è ciò che fa davvero la differenza tra una posizione difendibile e un'occasione persa. In questa guida vediamo i tipi di espulsione, cosa fare nelle prime ore e come ci si oppone.

Cosa significa ricevere un decreto di espulsione

Il decreto di espulsione è un provvedimento con cui l'autorità ordina a un cittadino straniero di lasciare il territorio italiano. Può essere accompagnato da modalità diverse di esecuzione e da un eventuale divieto di reingresso per un certo numero di anni. Esistono però casi in cui l'espulsione non può essere eseguita o può essere contestata, ad esempio per vizi del provvedimento o per la situazione personale e familiare della persona.

I tipi di espulsione

Non tutte le espulsioni sono uguali: cambiano l'autorità che le dispone, le modalità e i mezzi di difesa. In linea generale si distinguono:

  • Espulsione amministrativa: disposta dal Prefetto, ad esempio per ingresso o soggiorno irregolare
  • Espulsione come misura disposta dall'autorità giudiziaria in determinati casi
  • Respingimento: provvedimento adottato alla frontiera o subito dopo l'ingresso

Cosa fare immediatamente

  1. 1Conserva con cura il decreto e tutti i documenti consegnati.
  2. 2Annota la data esatta in cui hai ricevuto il provvedimento: da quel momento decorrono i termini per il ricorso.
  3. 3Non firmare nulla che non comprendi senza esserti prima informato.
  4. 4Chiedi la traduzione del provvedimento in una lingua che comprendi.
  5. 5Contatta subito chi può analizzare il decreto e attivare un avvocato specializzato.

I tuoi diritti

  • Il diritto di essere informato sul contenuto del provvedimento in una lingua che comprendi
  • Il diritto a un interprete
  • Il diritto a presentare ricorso davanti all'autorità competente entro i termini
  • Il diritto alla difesa legale, anche tramite il patrocinio a spese dello Stato in presenza dei requisiti

Le categorie protette: chi non può essere espulso

La legge prevede alcune situazioni in cui l'espulsione non può essere eseguita o incontra limiti precisi. Sono tutele importanti che vanno fatte valere subito:

  • Minori stranieri (salvo casi particolari e nel rispetto del loro interesse)
  • Donne in stato di gravidanza e nei mesi successivi al parto
  • Persone conviventi con familiari italiani stretti
  • Chi rischierebbe persecuzioni o trattamenti inumani nel Paese di destinazione

Il trattenimento nei CPR

In alcuni casi, in attesa dell'esecuzione dell'espulsione, la persona può essere trattenuta in un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR). Il trattenimento è soggetto a convalida e a controllo da parte del giudice, ed è un momento in cui la difesa legale è particolarmente importante per verificare la legittimità del provvedimento e tutelare i diritti della persona.

Come ci si oppone

A seconda del tipo di provvedimento, l'opposizione si presenta davanti al Giudice di Pace o al Tribunale competente, individuando i vizi del decreto e le ragioni che rendono l'espulsione illegittima o non eseguibile. In parallelo, si valutano eventuali alternative e percorsi di regolarizzazione. Per questo è essenziale un'analisi rapida e competente del caso, fin dal primo giorno.

Nei provvedimenti di espulsione il tempo è tutto: ogni giorno conta, e una difesa attivata subito può incidere sull'esecuzione del provvedimento.

Il patrocinio a spese dello Stato

Chi non dispone di un reddito sufficiente può accedere, in presenza dei requisiti, al patrocinio a spese dello Stato: significa che la difesa legale viene garantita senza costi a carico della persona. È una tutela fondamentale, perché assicura che nessuno resti senza difesa di fronte a un provvedimento che incide profondamente sulla propria vita.

Gli errori da evitare

  • Aspettare giorni prima di chiedere aiuto, perdendo i termini brevissimi per il ricorso
  • Firmare documenti senza comprenderne il contenuto
  • Non conservare il decreto e la prova della data di notifica
  • Sottovalutare la propria situazione familiare o personale, che potrebbe costituire un limite all'espulsione

Domande frequenti

Quanto tempo ho per fare ricorso?+

I termini sono molto brevi e variano in base al tipo di provvedimento. Proprio per questo è fondamentale rivolgersi a un professionista lo stesso giorno in cui si riceve il decreto.

L'espulsione viene sospesa se faccio ricorso?+

In diversi casi la presentazione del ricorso può incidere sull'esecuzione del provvedimento. Va però valutato caso per caso, perché dipende dal tipo di espulsione e dalle circostanze.

Posso difendermi anche se non ho un reddito?+

Sì. In presenza dei requisiti è possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato, che garantisce la difesa legale anche a chi non può sostenerne i costi.

Cosa succede se ho figli o un coniuge in Italia?+

I legami familiari stretti in Italia possono costituire un limite all'espulsione e sono un elemento importante della difesa. Vanno segnalati e documentati subito.

Cos'è il divieto di reingresso?+

È la conseguenza che spesso accompagna l'espulsione: impedisce di rientrare in Italia (e nell'area Schengen) per un certo numero di anni. Anche su questo aspetto è possibile, in alcuni casi, intervenire.

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